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CHE COSA LASCERAI ALLA CROCE?
“Gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1Pietro 5, 7).

Che cosa lascerai alla croce?
“Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri “ (Proverbi 3, 5-6).
“Gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1Pietro 5, 7).
 
 
 
 
Barletta, Santa Pasqua 2009
 
Carissimi amici,
la collina è tranquilla adesso. Non silenziosa, ma tranquilla. Per la prima volta in tutto il giorno non si odono rumori. Gli schiamazzi sono andati scemando con il calare delle tenebre, quelle sorprendenti tenebre a metà giornata. Come l’acqua spegne il fuoco, quelle tenebre spensero gli scherni. Basta con gli insulti. Basta con le derisioni. Basta con le frecciate. E, con il tempo, basta con gli sbeffeggiatori. A uno a uno gli spettatori si voltarono e affrontarono la discesa.
Voglio dire, tutti gli spettatori tranne te e me. Noi non ce ne siamo andati. Noi siamo venuti per imparare. E allora siamo rimasti lì nella semioscurità e ci siamo posti in ascolto. Abbiamo sentito i soldati bestemmiare, i passanti fare domande e le donne piangere. Ma al di sopra di tutto abbiamo sentito gemere i tre moribondi. Gemiti rauchi, gutturali, assetati. Gemevano ogni volta che giravano la testa e ogni volta che cercavano di muovere le gambe. Ma quando i minuti divennero ore i gemiti diminuirono. I tre sembravano morti. Se non fosse stato per i rantoli li avresti dati già per morti.
Poi lui gridò. Come se qualcuno lo avesse afferrato per i capelli e tirato indietro sbatté la nuca contro l’iscrizione recante il suo nome e gridò. Come un pugnale lacera la cortina, cosi il suo urlo squarciò le tenebre. Si raddrizzò per quanto i chiodi gli permettevano di farlo e gridò come qualcuno che chiama un amico perduto: “Eloì!
La voce era ruvida, stridente. Nei suoi occhi spalancati danzavano i riflessi delle torce. “Mio Dio!”
Ignorando il vulcano di sofferenza in eruzione si spinse in su fino a quando le spalle furono più in alto delle mani inchiodate. "Perché mi hai abbandonato?"
I soldati sgranarono gli occhi. Le donne smisero di piangere. Uno dei farisei osservò sarcastico: "Sta chiamando Elia". Non rise nessuno.
Egli urlò una domanda al cielo e uno si sarebbe quasi aspettato che il cielo gli rispondesse.
E pare che lo fece. Perché il volto di Gesù si distese e un'alba pomeridiana accompagnò le sue ultime parole: "E’ compiuto! Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito".
Quando esalò l'ultimo respiro, la terra tremò all'improvviso. Una roccia si schiantò e un soldato inciampò. Poi, con la stessa rapidità con cui era stato infranto, calò di nuovo il silenzio.
E adesso tutto è calmo. Lo scherno è cessato. Non c'è più nessuno di cui farsi beffe.
I soldati sono impegnati a riordinare i cadaveri. Arrivano due uomini. Sono vestiti bene e le loro intenzioni sono buone. Gli viene consegnato il corpo.
E a noi restano le reliquie della sua morte.
Tre chiodi in un recipiente.
Tre ombre a forma di croce.
Una corona intrecciata con punte scarlatte.
Strano, vero? Il pensiero che quel sangue non è sangue d'uomo, ma sangue di Dio. Pazzesco, vero? Pensare che quei chiodi hanno tenuto attaccati i tuoi peccati a una croce.
Assurdo, non credi? Che un farabutto abbia elevato una preghiera e sia stato esaudito. O forse è ancora più assurdo che un altro farabutto non abbia elevato alcuna preghiera.
Assurdità e ironie. Il colle del Calvario è nulla se non tutto questo insieme.
Noi avremmo sceneggiato la situazione in modo differente. Se qualcuno ci avesse chiesto come Dio avrebbe dovuto redimere il suo mondo glielo avremmo mostrato! Cavalli bianchi, spade fiammeggianti. Il male sconfitto con le spalle a terra. Dio sul suo trono.
Ma Dio su una croce?
Un Dio sulla croce con le labbra spaccate, gli occhi gonfi e il volto ridotto a una maschera di sangue?
La fronte dilaniata dalle spine?
Il costato trafitto da una lancia?
I dadi lanciati ai suoi piedi?
No, noi non avremmo sceneggiato così il dramma della redenzione. Ma in ogni caso nessuno ci ha chiesto di farlo. Attori e comparse sono stati scelti dal cielo e incaricati da Dio. Non ci è stato chiesto di stabilire l'ora.
Ci è stato però chiesto di reagire all'evento della croce. Affinché la croce di Cristo possa essere la croce della tua vita devi portare qualcosa sul colle.
Abbiamo visto ciò che Gesù portò. Con le mani forate offrì il perdono. Con la pelle lacerata promise accettazione. Percorse il sentiero per portarci a casa. Indossò i nostri indumenti per darci i suoi. Abbiamo visto il dono che egli portò.
Adesso dobbiamo chiederci: che cosa porteremo noi?
Non ci viene chiesto di preparare l'iscrizione o di provvedere ai chiodi. Non ci viene chiesto di pensare agli sputi o di portare la corona di spine. Ma ci viene chiesto di percorrere il sentiero e lasciare qualcosa alla croce. Ovviamente non siamo obbligati a farlo. Molti non lo fanno.
Molti hanno fatto ciò che noi abbiamo fatto. Altre menti hanno letto dissertazioni sulla croce. Menti migliori della mia hanno scritto sulla croce. Molti hanno riflettuto su ciò che Cristo lasciò; sono meno coloro che hanno riflettuto su ciò che noi dobbiamo lasciare.
Posso esortarti a lasciare qualcosa alla croce? Puoi osservare e analizzare la croce. Puoi leggere sulla croce e persino pregare rivolto alla croce. Ma finché non avrai lasciato lì qualcosa non avrai ancora abbracciato la croce.
Hai visto ciò che Cristo lasciò. Non vuoi lasciare anche tu qualcosa? Perché non cominci con i tuoi brutti momenti? Quei brutti vizi? Lasciali alla croce. I modi egoisti e le bugie bianche? Dalli a Dio. I tuoi eccessi e le tue bigotterie? Dio li vuole tutti. Ogni insuccesso, ogni fallimento. Dio li vuole dal primo all'ultimo. Perché? Perché sa che non possiamo conviverci.
Un giorno un mio amico mi diceva: “Sono cresciuto giocando a calcio in uno sterrato accanto a casa nostra. Gli sterrati vicino casa sono pieni di cespugli spinosi. I cespugli spinosi fanno male. Non puoi giocare a calcio senza cadere e non puoi cadere in quello sterrato senza restare conficcato.
Più volte di quanto io ricordi mi staccai da uno di quei cespugli talmente ricoperto di spine da aver bisogno di aiuto. I ragazzi non si affidano ad altri ragazzi per farsi togliere le spine. C'è bisogno di una mano esperta. Allora zoppicavo fino a casa e chiedevo a mio padre di togliermi le spine, a una a una con tutto il dolore che ne derivava. Sapevo bene una cosa: se volevo tornare a giocare dovevo liberarmi di quelle spine.
Ogni errore nella vita è come un cespuglio spinoso. Non puoi vivere senza cadere e non puoi cadere senza restare conficcato. Eppure sai una cosa? Non siamo sempre accorti come i giovani giocatori di calcio. A volte cerchiamo di rientrare nella partita senza prima esserci tolti le spine. È come se non volessimo far sapere agli altri che siamo caduti, così facciamo finta che non sia mai successo. E di conseguenza viviamo soffrendo. Non riusciamo a camminare bene, a dormire bene, a riposare bene. E diventiamo oltremodo suscettibili”.
Dio vuole che viviamo così? Assolutamente no. Ha fatto una promessa: "Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati” (Romani 11, 27).
Dio fa di più che perdonare gli errori: li toglie! Noi dobbiamo semplicemente portarglieli.
Egli non vuole soltanto gli errori che abbiamo commesso. Vuole anche quelli che stiamo commettendo! Ce n'è qualcuno in corso nella tua vita? Bevi troppo? Bari sul lavoro o tradisci la persona che hai sposato? Amministri male il denaro? Amministri male la tua vita?
Se le cose stanno così, non far finta che tutto vada bene. Non far finta di non essere caduto. Non cercare di rientrare nella partita in queste condizioni. Vai prima a Dio. Il primo passo dopo una caduta deve essere compiuto in direzione della croce. “Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa” (1 Giovanni 1,9).
 Che cosa puoi lasciare alla croce? Comincia con i tuoi brutti momenti. E mentre sei lì affida a Dio anche i tuoi momenti d'ira.
Dio vuole il tuo elenco di peccati. Egli ispirò un suo servitore a scrivere: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto” (1 Corinzi 13, 4-5). Egli vuole che lasciamo quella lista dei nostri peccati alla croce.
Non è facile.
"Ma guarda che cosa mi hanno fatto!" diciamo per giustificarci e indichiamo le nostre ferite.
"Ma guarda che cosa ho fatto io per te" ci ricorda lui e indica la croce.
L'apostolo Paolo lo espresse così: "sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi" (Colossesi 3,13).
Dio ci ordina, non ci esorta, ma ci ordina, di non tenere una lista dei torti che abbiamo subito.
E poi, ci tieni davvero a tenerne una? Vuoi davvero catalogare tutti i torti che hai subito? Vuoi davvero passare la tua vita a ringhiare e a mordere? Nemmeno Dio lo vuole. Rinuncia ai tuoi peccati prima che ti infettino e alla tua amarezza prima che ti istighi a fare il male e cedi a Dio la tua ansia prima che ti inibisca.
La prossima volta che sarai preoccupato per la tua salute o per la casa o per le finanze, fai un viaggio mentale su quel colle. Passa qualche momento a osservare di nuovo gli elementi della passione.
Passa il pollice sulla punta della lancia. Soppesa un chiodo nel palmo della mano. Leggi l'iscrizione scritta nella tua lingua. E mentre lo fai tocca la terra vellutata, umida del sangue di Dio.
Il sangue che versò per te.
La lancia che lo trafisse per te.
I chiodi che gli forarono le mani per te.
Il segno che lasciò per te.
Fece tutto questo per te. Sapendo questo, sapendo tutto ciò che fece per te lì, non pensi che si prenderà cura di te qui?
O, come scrisse l'apostolo Paolo: " Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" (Romani 8,32).
Fai un favore a te stesso; porta la tua vita alla croce. Lascia lì i tuoi brutti momenti. E posso suggerirti ancora qualcosa? Gesù Risorto e glorioso ti dice: “L’ho fatto per te. Ho fatto tutto questo per te!”.
Ascoltalo e fidati di Lui!
Santa Pasqua 2009!!!
 
 
 
P. Francesco Fruscio e la
Fraternità di Famiglie
INFUOCATIxDIO
 
 
 

09-04-2009
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