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Quando Giovanni Battista delineò la figura e il ministero di Gesù, lo presentò non solo come un uomo pieno di Spirito Santo, ma anche investito pienamente del potere di Dio per portare a compimento la missione che il Padre gli aveva affidato.
Gesù Messia è colui che battezza in Spirito Santo e fuoco: Costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3, 16). Per questa ragione Gesù iniziò il suo ministero diffondendo chiaramente che era pieno dello Spirito, per poter portare a completamento l'opera messianica di liberare l'umanità:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
Per questo mi ha consacrato con l'unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi
e predicare un anno di grazia del Signore (Lc 4, 18-19)
L'opera salvifica realizzata da Gesù consisteva in una impresa di larga portata, perché non si limitava solamente ad Israele, ma si ampliava a tutta l'umanità. Ecco perché Gesù aveva bisogno di essere rivestito di una forza che veniva dall'alto, per poter portare a termine una missione così universale. Pietro lo dimostra quando predica per la prima volta ai gentili: Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui (At 10, 38-39). Gesù, profeta potente in parole e opere, manifestava questa forza divina sia con i suoi insegnamenti autorevoli, sia con i miracoli e con le guarigioni che Dio realizzava per mezzo di lui. È logico quindi concludere che nessuno dei suoi collaboratori potrà continuare l'opera liberatrice del Maestro senza il potere dello Spirito Santo.
Le ultime raccomandazioni fatte da Gesù Cristo risuscitato a quelli che collaboravano con lui nella sua opera salvifica furono: “Io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto” (Lc 24, 49). Poi aggiunse: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni. Subito dopo spiegò loro perché sarebbe venuta quella forza divina: Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (At 1, 3-8).
Il giorno di Pentecoste Gesù mantenne la sua promessa e li riempì del suo Spirito che discese su tutti loro e su ognuno di quelli che erano riuniti nel Cenacolo con Maria, sua madre. Grazie alla testimonianza degli Apostoli, in quel giorno furono convertite circa tremila persone. Gustavano già i frutti di una forza che prima non avevano, ma mancava ancora qualche cosa...
Subito dopo quel momento conosciuto, Luca ci narra che Pietro e Giovanni un giorno andarono su al tempio per la preghiera mattutina. Presso la porta del tempio, chiamata « Bella », stava seduto un paralitico che chiedeva l'elemosina a coloro che vi entravano. Vedendo i due Apostoli, sperava di ricevere da loro qualcosa, ma Pietro gli disse: « Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù cristo, il Nazareno, cammina! ». Lui si alzò in piedi e cominciò a saltare, lodando Dio per quello che era accaduto (At 3, 1-10).
La guarigione miracolosa di quest'uomo, conosciuto da tutti, fece convocare un'immensa moltitudine intorno a Pietro e Giovanni ed essi ne approfittarono per annunciare la risurrezione di Cristo Gesù. In questa seconda proclamazione furono convertite cinquemila persone. Ma essi dovevano ancora ricevere una forza superiore. Quella che già avevano non era sufficiente.
A tutti coloro che venivano a cercare un Dio nascosto dietro le impenetrabili mura del Tempio essi annunciavano che si poteva accedere liberamente alla sua presenza grazie al sangue prezioso versato da Cristo sulla croce.
Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, i sadducei ed il capitano del Tempio, indispettiti per quello che gli Apostoli stavano predicando. Senza indagare ulteriormente, li arrestarono e li portarono in prigione.
Il giorno dopo ci fu una riunione generale delle autorità religiose di Gerusalemme per esaminare il caso. Mandarono a chiamare i predicatori rivoluzionari, che arrivarono insieme all'uomo che era stato guarito. Subito Simon Pietro prese la parola e cominciò a predicare la buona notizia della salvezza per mezzo della risurrezione di Cristo Gesù, a quelle stesse persone che lo avevano ucciso. Non era mai stato di fronte a gente così importante e non poteva perdere quell'occasione.
I Capi e gli Scribi lo ascoltavano indignati. Gli anziani si chiudevano gli occhi, perché davanti a loro saltellava quell'uomo che per più di quarant'anni era stato paralizzato. Allora, servendosi della loro autorità, decisero di vietare loro di riprendere a predicare nel nome di Gesù: ma gli Apostoli si opposero fermamente e, con una logica incontestabile, Simon Pietro disse: Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. E Giovanni aggiunse: Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato. Allora li minacciarono di metterli in prigione, gli levarono le poche cose che avevano e li cacciarono dal Tempio. Pietro e Giovanni andarono direttamente a casa di Giovanni Marco dove i capi della comunità erano riuniti a pregare per loro. Quando entrarono, furono accolti con gioia e continuarono la preghiera. Tuttavia, questa fu un po' strana. Per capire bene il contrasto, bisogna ricordare che la situazione di fronte alle autorità di Gerusalemme era estremamente delicata. Sia politicamente che religiosamente si trovavano di fronte ad un bivio: Erode e Ponzio Pilato si erano alleati contro Gesù e i suoi discepoli; i farisei e i sadducei, che prima erano nemici irriducibili, si erano uniti con lo scopo di sopprimere tutti i seguaci dei Nazareno, che stava risultando più pericoloso da morto che da vivo.
Che cosa doveva fare la comunità per non soccombere di fronte al mare infuriato? Non sarebbe stato meglio lasciar passare un po' di tempo, fino a quando gli animi si fossero calmati? Perché non ritirarsi da Gerusalemme e rifugiarsi in un'altra città più pacifica? Ma loro non si lasciarono condizionare da niente. Per risolvere il problema nel modo più semplice, bisognava prendere la via più difficile: lottare. Certamente non con le armi degli uomini, né con quelle dei loro avversari, ma con le armi di Dio. Si resero conto che avevano bisogno di un potere speciale che permettesse loro non solo di resistere agli assalti dei nemici, ma soprattutto di conquistare la vittoria a beneficio della predicazione del Vangelo. Allora alzarono le mani al cielo ed esclamarono dal profondo del loro cuore: Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù (At 4, 29-30). Essi non chiesero mai che finissero i loro problemi, né che Dio li liberasse dai loro nemici. La loro attenzione era rivolta unicamente alla predicazione e per questo chiesero solo due armi per combattere: il coraggio per predicare e il potere per compiere miracoli nel nome di Gesù. La risposta di Dio non si fece aspettare. Avevano appena finito di pregare quando la casa in cui erano riuniti cominciò a tremare. Dio aveva accolto le loro preghiere e li stava riempiendo della forza dello Spirito per proclamare con coraggio e con forza la salvezza in Cristo Gesù. Gli Apostoli avevano già ricevuto lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Tuttavia, riconoscevano che mancava loro una forza speciale per predicare, perché sentivano che quella che avevano ricevuto non era sufficiente. Le circostanze richiedevano una capacità che loro ancora non avevano. Da parte loro, essi risposero con la stessa fede con cui avevano pregato. Dagli Atti degli Apostoli risulta che essi partirono immediatamente e annunciavano la parola di Dio con grande forza non solo a Gerusalemme, ma in tutta la Giudea, fino alla Samaria e alla Galilea, come se il Signore avesse dato loro una dose ben più grande di quella che avevano richiesto. La stessa cosa succede con ogni evangelizzatore: senza dubbio ha ricevuto lo Spirito Santo nel giorno del suo battesimo, è stato consacrato con lo Spirito nel giorno della cresima e forse lo ha anche ricevuto nella sua ordinazione sacerdotale. Ma se riconosce che ha bisogno di un potere ancora più grande per proclamare Gesù e instaurare il suo regno in questo mondo, allora lo riceverà. Questo dono dello Spirito non è destinato a tutti, ma solo a coloro che proclamano il Vangelo e. tra questi, solo a chi riconosce di essere debole e di aver bisogno di essere rivestito del potere di Dio. Questa forza di Dio è offerta a tutti coloro che sono spinti dal fuoco che infiamma il mondo e dal vigore che trasforma. Per questo:
—se qualche volta ti sei vergognato di manifestare pubblicamente la tua fede davanti ai tuoi amici, al lavoro o all'università,
—se le tue parole e le tue conoscenze non riescono a convertire altre persone a Cristo,
—se tutto quello che hai fatto per il Vangelo non ti soddisfa e vuoi servirlo di piú e meglio,
—se non hai ottenuto il frutto sperato nel tuo apostolato,
—se ti affligge parlare di Gesù in pubblico,
—se non hai potuto fare nulla per una persona sfiduciata o disperata,
—se non hai saputo dare una risposta adeguata a chi ha fatto domande o ha attaccato la fede cristiana,
—se ti senti incapace di proclamare che Gesù è Salvatore e Signore,
—se non puoi fare nulla di fronte ai gravi problemi della guerra e della corruzione,
—se i tuoi sforzi non sono riusciti a trasformare le strutture ingiuste,
—se vedi che non riesci a vincere nemici più forti di te,
—se vuoi predicare in ogni tempo,
—se riconosci di avere bisogno della semplicità della sapienza di Dio,
—se vuoi essere come Gesù: buona notizia per il mondo,
—se vuoi che la gente si rivolga a Dio,
—se riconosci di avere bisogno di un potere soprannaturale,
—se credi che l'amore di Dio non si è spento e oggigiorno è capace di realizzare miracoli e guarigioni,
... allora hai bisogno della forza dello Spirito Santo che Cristo Gesù promise ai suoi Apostoli e proclamatoci dal suo Vangelo. Hai bisogno di essere battezzato nel fuoco per infiammare il mondo con l'amore di Cristo. Hai bisogno della forza dall'alto per creare un mondo nuovo, per rinnovare la società e per cambiare i cuori degli uomini.
Gesù sapeva che il potere del suo Spirito era assolutamente necessario per continuare la sua opera salvifica. Per questo lo concesse sia ai suoi Apostoli che ai settantadue discepoli, estendendolo generosamente a chiunque prestasse fede nel suo Nome. Assicurò che segni e prodigi avrebbero accompagnato la predicazione del suo nome.
Il potere di Dio è a nostra disposizione per evangelizzare il mondo.
Preghiamoglielo con la sicurezza di riceverlo!!!
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