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 LA PREDICAZIONE
di Fra SILOUANE
La predicazione è di certo una delle grazie di cui la Chiesa ha più bisogno nel nostro tempo. Essa è utile per comunicare la fede su tutta la terra e per fare dei discepoli (Mt 28, 19-20). La predicazione della Buona Novella è una manifestazione del Regno di Dio e al tempo stesso, un segno potente di questo Regno all’opera nel mondo. Gesù proclamava all’inizio del suo ministero: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1, 15) ;inoltre, il Signore inviando in missione i suoi discepoli disse loro: " […] predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10, 7-8). La predicazione del Regno di Dio è dunque anche la manifestazione di questo regno per il compimento della Parola proclamata. Possiamo individuare tre caratteristiche della predicazione evangelica:
1. Una predicazione dela Parola di Dio.
2. La testimonianza delle opere della Parola.
3.I segni che accompagnano la Parola.
1. Una predicazione della Parola di Dio :
La Bibbia ci dice che " La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo " (Rm 10, 17). La predicazione evangelica è un’obbedienza alla Parola del Cristo che ha detto ai suoi discepoli: " Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno" (Mc 16, 15-18). La maggior parte del tempo la nostra predicazione non è fondata sulla parola di Dio e perde così la sua potenza e la sua efficacia. Infatti, la lettera agli Ebrei ci dice : " Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto" (Eb 4, 12-13). Come diceva san Luigi Maria Grignion de Montfort, gli apostoli degli partiranno con la pura intenzione dello Spirito, predicando il Santo Vangelo e non con le massime del mondo. Come si vede a Pentecoste, la predicazione di Pietro è fondata unicamente sulla Parola di Dio e la testimonianza di Gesù (=egli cita esplicitamente: Gl 3, 1-5 ; Sal 16 [15], 8-11 ; Sal 110 [109], 1). Non bisogna confondere predicazione e insegnamento. La predicazione è kerygmatica (una proclamazione diretta della salvezza), mentre l’insegnamento è catechetico (cioè è un approfondimento delle verità della fede).Prima di catechizzare sarebbe meglio evangelizzare; e i due non si oppongono. Infine, questa predicazione della Buona Novella, che è la Parola di Cristo, dev’essere fatta nella potenza dello Spirito Santo, " perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza " (1Cor 4, 20 // 1Cor 2, 4-5 // At 4, 31).
2. La testimonianza delle opere della Parola : Per rendere accessibile il messaggio della fede attraverso una predicazione, esso deve essere sostenuto e accreditato dalle testimonianze reali delle opere della Parola. Ecco perché, una predicazione sulla conversione avrebbe bisogno di testimonianze concrete di conversione per incitare gli uditori della Parola ad un cammino analogo di conversione ; una predicazione sulla guarigione avrà più peso e favorirà l’attività della fede nella parola di Dio che guarisce, se essa è accreditata da testimonianze di guarigione (se possibile di fresca data). E’ ciò che fa Pietro nella sua predicazione a casa del centurione Cornelio, illustrando la Parola attraverso le opere del ministero di Gesù (At 10, 34-48). E’ ciò che fa anche l’apostolo Paolo, sulla base della sua testimonianza di conversione, nella sua predicazione davanti al re Agrippa (At 26, 2-32). Paolo diceva infatti al Re e a coloro che l’ascoltavano: " […] il Signore rispose: Io sono Gesù, che tu perseguiti. Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l’eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me. Pertanto, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione " (At 26, 15-19). Una tale predicazione è diretta e gli uditori sono interessati al messaggio che è annunciato (At 26, 28-29).
3. I segni che accompagnano la Parola : Nella finale del Vangelo di Marco, ci è riferito che la predicazione dei discepoli aveva la conferma dei segni ;si legge infatti: " Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano " (Mc 16, 20 // Eb 2, 4). Niente di sbalorditivo perché, tale era la forma dell'annuncio della Buona novella che praticava Gesù stesso. Infatti, è scritto : " Giovanni [il Battista] intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me " (Mt 11, 2-6). Negli Atti si legge che : " Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia " (At 4, 33).Stupisce che sia così? Ciò che dovrebbe davvero stupire è il fatto che noi vediamo poco o nulla di tutti i segni che accompagnano la nostra predicazione ; come giustificare una tale situazione dal momento che il messaggio evangelico non è cambiato …Non è forse scritto: " Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre " (Eb 13, 8)? Contrariamente a ciò che si potrebbe credere, i segni accompagnano e confermano la Parola di Dio ancora oggi.
La predicazione di Gesù aveva quelle tre caratteristiche come lo si vede a Nazareth nel suo discorso messianico.
1). Egli che è venuto per compiere le Scritture (Mt 5, 17-18), proclama Is 61, 1-2 (= Lc 4, 18-19).
2) Poi, davanti al rifiuto dei nazareni, egli illustra questa parola attraverso due testimonianze: del profeta Elia con il miracolo in favore della vedova di Sarepta nella terra di Sidone (Lc 4, 25-26 // 1Re 17, 7-16), e del profeta Eliseo con la guarigione del lebbroso Naaman il Siro (Lc 4, 27 // 2Re 5, 1-14).
3) Gesù loro aveva detto che : " Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi " (Lc 4, 21). Questa predicazione ha avuto il suo effetto di grazia tuttavia Matteo riporta : " Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità" (Mt 13, 57-58). Sul compimento della Parola attuato Gesù, ti propongo la lettura del mio libr : Frère Silouane, L'Evangile de Matthieu, ou l'accomplissement des Ecritures, Ed. Pneumathèques, Nouan-le-Fuzelier, 1999.
24-04-2007
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