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 LA POTENZA DELLA LODE
di Fra SILOUANE
La Parola di Dio dice che è in Gesù che «anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria » (Ef 1, 13-14). La redenzione fa di noi un popolo che proclama pubblicamente le lodi di Dio, ecco perché l’apostolo Pietro dice: « […] voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; voi, che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia » (1Pt 2, 9-10). La nostra vocazione eterna è la lode (Ap 7, 9-17; 19, 1-7) e, come dice il Salmo: « Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode » (Sal 34, 2). La lode ci fa vivere nel fervore dello Spirito e nella comunione con Dio, essa ci custodisce dallo scoraggiamento e dalla disperazione; è un’arma potente nell’intercessione (profetica) e nel combattimento spirituale. Dalla pratica della lode si possono ricavare tre cose:
1. La glorificazione di Dio.
2. Il ringraziamento a Dio per le sue meraviglie.
3. L’esperienza della benedizione divina.
1. La glorificazione di Dio: La lode ci decentra da noi stessi perché possiamo rivolgerci a Dio attraverso la benedizione e la santificazione del suo santo Nome perché il Dio della gloria è degno delle nostre lodi. Come si vede nell’Apocalisse, la lode consiste nel glorificare e magnificare Dio per ciò che Egli è, attraverso la proclamazione dei suoi attributi divini e delle sue gesta. È scritto infatti: «Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: “L’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione”. Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: “A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli”. E i quattro esseri viventi dicevano: “Amen”. E i vegliardi si prostrarono in adorazione » (Ap 5, 11-14). Il Signore comunica la sua presenza nella lode perché egli è colui che abita la lode d’Israele (Sal 22, 4). Quando Dio è glorificato attraverso la lode, egli concede anche la sua gloria. È scritto a proposito della dedicazione del primo Tempio di Gerusalemme che: « Appena Salomone ebbe finito di pregare, cadde dal cielo il fuoco, che consumò l’olocausto e le altre vittime, mentre la gloria del Signore riempiva il tempio. I sacerdoti non potevano entrare nel tempio, perché la gloria del Signore lo riempiva. Tutti gli Israeliti, quando videro scendere il fuoco e la gloria del Signore sul tempio, si prostrarono con la faccia a terra sul pavimento, adorarono e celebrarono il Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre. Il re e tutto il popolo sacrificarono vittime al Signore […]. I sacerdoti attendevano al servizio; i leviti con tutti gli strumenti musicali, fatti dal re Davide, celebravano il Signore, perché la sua grazia dura sempre, eseguendo le laudi composte da Davide. I sacerdoti suonavano le trombe di fronte ai leviti, mentre tutti gli Israeliti stavano in piedi » (2Cr 7, 1-6).
2. Il ringraziamento a Dio per le sue meraviglie: La lode è anche l’espressione della nostra riconoscenza per le opere che il Signore realizza in noi, per noi e per mezzo di noi. Il ringraziamento consiste nel riportare a Dio la gloria per le meraviglie che ha compiuto in nostro favore. Ad un’azione della grazia divina nella nostra vita, deve anche corrispondere la nostra azione di grazie, cioè il nostro grazie filiale e la nostra gratitudine. L’apostolo Paolo ci ha detto a tal proposito: « State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi » (1Ts 5, 16-18). Ringraziare in ogni tempo è un segreto per lasciarsi afferrare dalla gioia di Dio stesso in mezzo alle prove. Dobbiamo imparare a rendere grazie per tutte le cose, per ciò che è intollerabile, per le ingiustizie nei nostri confronti, per le nostre sofferenze così come per le nostre gioie. Dio vuol essere presente in tutto ciò che viviamo. Colui che costantemente ringrazia Dio è anche colui che saprà riconoscere l’agire di Dio nella sua vita e che a partire da ciò sarà più attento a vederlo all’opera nella sua vita in ogni cosa. È scritto anche: « Per mezzo di lui [Cristo] dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome» (Eb 13, 15).
3. L’esperienza della benedizione divina: La lode ci fa sperimentare la potenza di Dio e la sua fedeltà. È scritto nel libro dei Salmi: « Alleluia. Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria; perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno » (Sal 117, 1-2). Come si vede nella Parola di Dio, attraverso la potenza della lode, il Signore ha fatto crollare i baluardi della città di Gerico (Gs 6, 6-20); ha custodito la vita dei tre giovani nella fornace ardente (Dn 3, 24-30); questa fu anche l’esperienza di Paolo e Sila nella prigione di Filippi dal momento che gli Atti degli apostoli riferiscono che: « Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti» (At 16, 25-26). Nella potenza della lode, il Signore libera, guarisce, conforta, si manifesta e si rivela . La lode fa parte dell’eredità della preghiera cristiana ed essa potrebbe fare ancora più parte della nostra vita . Per approfondire quest’apprendimento della lode, ti consiglio tre libri di Merlin R. Carothers, 1. De la prison à la louange; 2. La puissance de la louange e 3. De l’enfer au paradis, Ed. Vida ( i primi due libri sono stati tradotti in italiano: Dalla prigione alla lode e La potenza della lode, EUN ). Su, cantiamo con le nostre vite la gloria del nostro Dio, perché eterno è il suo amore!
24-04-2007
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