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 IL MINISTERO CARISMATICO
di Fra SILOUANE
Il dispiegarsi della grazia carismatica nella Chiesa ha bisogno di ministeri carismatici che ne manifestino la permanenza e l’attualità. Qui bisognerebbe distinguere molto chiaramente l’esercizio comunitario dei carismi come è descritto da Paolo ai Corinzi (1Cor 14,26-32)- e vissuto abitualmente nei gruppi di preghiera carismatici – con ciò che l’apostolo indica altrove chiamandoli ministeri carismatici per l’edificazione della Chiesa, Corpo di Cristo. Egli dice infatti agli Efesini: “ È lui [il Cristo] che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo ” (Ef 4, 11-13). L’apostolo non enumera qui la lista dei carismi che si ritrova altrove nel Nuovo Testamento o nelle sue lettere (Mc 16, 17-18; At 2, 1-13; 1 Cor 12, 4-11; Rm 12, 3-8) ma egli parla di “ministero” che edifica la Chiesa Corpo di Cristo (Ef 4, 12). Egli segnala alcuni ministeri carismatici riconosciuti già in età apostolica come il ministero: degli apostoli (At 2, 43; 5, 12-16); dei profeti (At 11, 27-28; 13, 1-3); degli evangelisti (o predicatori del Vangelo) [At 8, 4-8; 40]; dei pastori – ritenuti gli anziani nella comunità – (pastori-responsabili di un gruppo di preghiera) [At 20, 28-31; 1 Pt 5, 1-4]; dei dottori (o coloro che insegnano i misteri della fede) [At 13, 1].
La differenza fra un carisma e un ministero carismatico è che il primo ha come scopo l’edificazione dell’assemblea nella quale si prega abitualmente (1 Cor 14, 12), mentre il secondo ha un’ampiezza più grande perché serve all’edificazione della Chiesa tutta intera (Ef 4, 12-13). Per ricoprire la sua funzione ecclesiale di edificazione, il ministero carismatico ha bisogno di essere riconosciuto dalla comunità che esso edifica e dai suoi pastori. Un ministero carismatico non può essere esercitato che con un mandato da parte di un’autorità ecclesiale (vescovo o superiore di comunità). Si possono individuare tre caratteristiche per il ministero carismatico:
1. È una manifestazione dello Spirito Santo nella vita di una persona.
2. È un frutto ecclesiale di comunione nello Spirito Santo.
3. È uno strumento di risveglio.
1.Una manifestazione dello Spirito Santo nella vita di una persona: Si tratta di una libera elezione da parte di Dio. Come per l’esercizio ordinario dei carismi, si tratta di un dono gratuito di Dio che non rivela affatto meriti o una grande santità della persona. L’apostolo dice a riguardo: “a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune” (1 Cor 12, 7). Questa manifestazione assai particolare dello Spirito Santo si realizza attraverso l’emergere di un dono carismatico predominante, per esempio: la predicazione, la guarigione, ecc. Sperimentato nel tempo, il loro diffondersi può dar luogo al riconoscimento di un ministero carismatico di predicazione, di guarigione, ecc. Ciò che dice l’apostolo Paolo parlando dei carismi come dono gratuito di Dio manifestato nella vita di chiunque è valido per il ministero carismatico quando egli afferma che: “[…] tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole” (1 Cor 12, 11).
2.Un frutto ecclesiale di comunione nello Spirito Santo: Lo Spirito Santo fa la comunione dei ministeri e dei carismi nella Chiesa (Fil 2, 11). Ma noi sappiamo anche che la comunione attira lo Spirito Santo. Questa comunione si realizza anche assai concretamente attraverso il riconoscimento e l’integrazione di nuovi ministeri carismatici nella vita stessa della Chiesa. Altrimenti questi ministeri carismatici rischiano di essere guardati con sospetto, emarginati o perduti a scapito dell’intero corpo della Chiesa. Come dice ancora Paolo, si tratta di riconoscere quei doni particolari che possono servire a tutta la Chiesa in quanto ministero. Poiché:“Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.” (1 Cor 12, 4-6). Si deve accettare questa diversità dei doni, dei ministeri e dei modi d’agire (diversi) dello Spirito Santo in vista del bene di tutti. Non si può sistematizzare all’eccesso un dono o un certo tipo di ministero, a causa di questa grande diversità. D’altra parte, questa diversità può dipendere dalle persone scelte da Dio, dai luoghi dove viene esercitato il ministero, dalla sensibilità personale del ministero, dalla missione specifica di questo ministero nel Corpo di Cristo, dalle attese del momento. Paolo dice ai Romani: “[…] Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l’insegnamento, all’insegnamento; chi l’esortazione, all’esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia” (Rm 12, 3-8). Questi doni possono essere accolti per diventare delle funzioni che edificano l’intero corpo della Chiesa. Dispiace che non ci siano più ministeri carismatici nella Chiesa o che siano così rari, tuttavia se sono sconcertanti, sono uno stimolo grande per l’edificazione e la missione.
3. Un potente strumento di risveglio nella Chiesa : Tutti i rinnovamenti spirituali si sono realizzati attraverso degli uomini e delle donne che erano portatori di una grazia carismatica (o di un’unzione speciale) e che hanno esercitato un ministero nella Chiesa e per la Chiesa. Pur se sparissero dei gruppi o delle organizzazioni, il risveglio può continuare attraverso ministeri carismatici affermati. Negli Atti si vede come il ministero carismatico degli Apostoli è stato il motore del risveglio tra i Giudei e lo strumento dell’edificazione della Chiesa primitiva. San Luca riporta che : “ Molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; degli altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti.” (At 5, 12-16). In ogni tempo è così che la Chiesa si edifica. Oggi lo si vede ancora attraverso dei ministeri importanti come quello del p. Raniero Cantalamessa (che è un ministero di dottore, o di insegnamento); o quello di Philippe Madre (che è un ministero di guarigione); o ancora quello di James Manjacal (che è un ministero profetico in vista del risveglio). Per approfondire questo tema, ti raccomando il libro già vecchio, ma molto interessante di : Francis Sullivan, Carismi e rinnovamento carismatico. Studio biblico e teologico. La Chiesa ha bisogno di ministeri carismatici per il suo dinamismo missionario e per il suo rinnovamento, essa può incoraggiare dei nuovi ministeri che emergono nel nostro tempo con le parole dell’apostolo Pietro, principe degli apostoli: “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! ”(1Pt 4, 10-11).
24-04-2007
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